Welfare Aziendale 25/05/2026

 

Roma, Li 25 maggio 2026

Oggetto: Newsletter Studio e-IUS Tax & Legal – ENBIC “Le ultime novità fiscali”

Spett.le Società/Associazione, con la presente siamo lieti di sottoporre alla Vostra attenzione le ultime novità in materia fiscale.

 

NOVITÀ IN MATERIA DI WELFARE E LAVORO DIPENDENTE

  1.           INPS: Circolare n. 54 del 13 maggio 2026 

L’INPS, con la circolare n. 54 del 13 maggio 2026 ha disciplinato le modalità, i requisiti e le procedure per l’accesso al nuovo ammortizzatore sociale unico previsto dall’art. 5 del D.L. n. 25/2026 in favore dei lavoratori impossibilitati a prestare attività lavorativa o a recarsi al lavoro a causa degli eventi alluvionali che hanno colpito Calabria, Sardegna e Sicilia. La misura riguarda i lavoratori subordinati del settore privato, inclusi i lavoratori agricoli, nonché i lavoratori somministrati e distaccati, prevedendo un’integrazione salariale erogata direttamente dall’INPS e comprensiva di contribuzione figurativa. Il trattamento è riconosciuto entro specifici limiti temporali, differenziati a seconda delle situazioni di sospensione dell’attività lavorativa o di impossibilità a raggiungere il luogo di lavoro. La circolare definisce inoltre le causali da utilizzare.

  1.           Corte costituzionale: Sentenza n. 71 del 13 maggio 2026

La Corte costituzionale, con la sentenza n. 71 del 13 maggio 2026, ha dichiarato illegittima la norma che faceva discendere dal superamento della procedura di conferma dei magistrati onorari la rinuncia ai diritti riconosciuti dall’Unione europea in materia di ferie retribuite, previdenza e assistenza. La stabilizzazione resta un possibile rimedio all’abusiva reiterazione degli incarichi, ma non può precludere la tutela giudiziale dei diritti maturati nel rapporto pregresso.

  1.           L’INPS: Circolare n. 55 del 14 maggio 2026

L’INPS, con la circolare n. 55 del 14 maggio 2026, ha fornito le prime indicazioni operative sul Bonus Giovani 2026, l’incentivo introdotto dal D.L. n. 62/2026 per favorire l’occupazione stabile dei giovani under 35 svantaggiati o molto svantaggiati. L’agevolazione consiste nell’esonero totale dei contributi previdenziali a carico del datore di lavoro, fino a 500 euro mensili elevabili a 650 euro per le assunzioni effettuate nelle regioni della ZES unica. La circolare precisa requisiti soggettivi, durata, condizioni di spettanza, compatibilità con altri incentivi e modalità di presentazione della domanda tramite il Portale delle Agevolazioni INPS.

  1.           L’INPS: Circolare n. 56 del 14 maggio 2026

L’INPS, con la circolare n. 56 del 14 maggio 2026, ha fornito le prime indicazioni operative sul Bonus ZES 2026 previsto dal D.L. n. 62/2026. L’agevolazione riconosce ai datori di lavoro privati un esonero del 100% dei contributi previdenziali fino a 650 euro mensili per le assunzioni a tempo indeterminato di lavoratori over 35 disoccupati da almeno 24 mesi nelle regioni della ZES unica. La circolare precisa requisiti soggettivi, incremento occupazionale netto, vincoli sui licenziamenti, obblighi legati al “salario giusto” e modalità operative di presentazione della domanda tramite il Portale delle Agevolazioni INPS.

  1.           INPS: Circolare n. 57 del 14 maggio 2026

L’INPS, con la circolare n. 57 del 14 maggio 2026, ha fornito le prime indicazioni operative sul Bonus donne 2026 introdotto dal D.L. n. 62/2026. L’agevolazione riconosce ai datori di lavoro privati un esonero contributivo del 100% per le assunzioni a tempo indeterminato di donne svantaggiate e molto svantaggiate effettuate nel corso del 2026. Il beneficio può arrivare fino a 650 euro mensili, elevati a 800 euro per le lavoratrici residenti nelle regioni della ZES unica. La circolare disciplina requisiti soggettivi, condizioni di spettanza, incremento occupazionale netto, incompatibilità con altri incentivi e procedura telematica di accesso tramite il Portale delle Agevolazioni INPS.

  1.           L’INPS: Circolare n. 58 del 20 maggio 2026

L’INPS, con la circolare n. 58 del 20 maggio 2026, ha fornito le prime istruzioni operative per l’accesso all’Assegno di inclusione (ADI) da parte dei titolari di permesso di soggiorno per “casi speciali” previsti dagli articoli 18, 18-bis e 18-ter del Testo Unico Immigrazione. La circolare recepisce le novità introdotte dal D.L. n. 145/2024 e dal D.L. n. 146/2025, precisando che tali soggetti possono accedere all’ADI senza il possesso dei requisiti ordinari di cittadinanza, residenza quinquennale, ISEE e patrimonio previsti dal D.L. n. 48/2023. Particolare attenzione viene dedicata ai soggetti vittime di sfruttamento lavorativo, tratta e violenza domestica, nonché alla compatibilità tra il percorso di inclusione sociale e il sistema delle misure assistenziali.

  1.           INPS: Circolare n. 59 del 20 maggio 2026

L’INPS, con la circolare n. 59 del 20 maggio 2026 ha fornito importanti precisazioni sulla decadenza del ticket di licenziamento nei confronti dei detenuti impiegati alle dipendenze di datori di lavoro diversi dall’Amministrazione penitenziaria. L’Istituto distingue le ipotesi in cui la cessazione del rapporto di lavoro deriva da eventi esterni legati allo status detentivo del lavoratore— dai casi di ordinaria interruzione del rapporto. Solo nelle prime fattispecie il ticket NASpI non è dovuto. La circolare introduce inoltre nuovi codici Uniemens per gestire correttamente le diverse causali di cessazione.

  1.           INPS: Circolare n. 60 del 21 maggio 2026 

L’INPS, con la circolare n. 60 del 21 maggio 2026 ha fornito importanti istruzioni operative sul nuovo regolamento che disciplina la dilazione dei debiti contributivi e degli accessori di legge, approvato con deliberazione del Consiglio di Amministrazione n. 20/2026. La nuova disciplina, introdotta in attuazione della legge n. 203/2024, amplia la possibilità di rateazione fino a un massimo di 60 rate mensili e definisce criteri, modalità di accesso e requisiti per la concessione dei piani di rientro. La circolare precisa le condizioni per ottenere la dilazione, le competenze decisionali delle strutture territoriali INPS, le ipotesi di revoca e le modalità di presentazione telematica delle domande tramite il “Cassetto previdenziale del contribuente”. Particolare attenzione viene riservata alla regolarità della contribuzione corrente e alla possibilità di accesso a una seconda dilazione in presenza di ulteriori difficoltà economico-finanziarie.

  1.           Decreto legislativo: n. 115 del 16 aprile 2026. 

Il decreto legislativo 16 aprile 2026, n. 83, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, dà attuazione alla direttiva (UE) 2024/1233 per la disciplina del permesso unico per cittadini di Paesi terzi, modificando in modo significativo il Testo unico sull’immigrazione (d.lgs. n. 286/1998) e ridefinendo il quadro procedurale relativo all’ingresso e al soggiorno per motivi di lavoro. Tra le principali novità, occorre precisare l’ampliamento delle informazioni che devono essere rese disponibili ai richiedenti, l’estensione dei termini procedimentali da sessanta a novanta giorni e la previsione di un termine accelerato di trenta giorni per il rilascio del permesso unico successivamente al completamento della domanda. Particolare rilievo assume inoltre la ridefinizione dell’ambito soggettivo di applicazione della disciplina, attraverso l’aggiornamento delle categorie escluse dal permesso unico e l’inclusione di nuove tipologie di soggiorno. Il decreto rafforza altresì gli obblighi informativi in capo al datore di lavoro durante la procedura di rilascio del nulla osta, valorizzando le esigenze di tutela e conoscibilità dell’iter amministrativo da parte del lavoratore straniero.

  1.   Corte di Giustizia UE: C-717/24, sentenza del 21 maggio 2026

Con la sentenza n. C-717/24 la Corte di giustizia europea ha precisato che gli Stati membri devono tenere conto, nel calcolo della pensione di vecchiaia, dei benefici previdenziali collegati a particolari attività lavorative svolte in altri Paesi dell’Unione. La pronuncia riguarda il caso di un lavoratore slovacco impiegato per anni come minatore in una miniera sotterranea situata nell’attuale Repubblica Ceca, cui era stata negata la pensione anticipata prevista per le attività particolarmente gravose. La Corte ha evidenziato che il regolamento europeo sul coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale impone la valorizzazione dei periodi di attività maturati in altri Stati membri quando collegati a regimi pensionistici specifici, al fine di garantire la libera circolazione dei lavoratori e impedire la perdita di diritti previdenziali acquisiti. La decisione rafforza il principio di tutela delle carriere lavorative svolte in ambito transnazionale e conferma l’obbligo degli Stati membri di considerare integralmente i periodi assicurativi maturati nell’Unione europea.

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Nel restare a Vs. disposizione per eventuali approfondimenti e/o chiarimenti, porgiamo

Cordiali saluti,

ENBIC – Studio e-IUS Tax & Legal

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